lunedì 2 aprile 2012

in “memorial” di prostitute uccise

Una mostra alquanto singolare quella composta dalle toccanti fotografie di Cristiano Berti, esse mostrano i luoghi in cui sono state uccise donne che si prostituivano.

Luoghi normali,a volte paesaggi ameni che invece celano il momento più importante della vita di una persona quella del trapasso, del passaggio a miglior vita. Già miglior vita, chissà quante volte  nel silenzio del loro soffrire queste donne avranno pensato alla morte come ad una liberazione da una vita che ha concesso loro solo patimenti, umiliazioni, di certo non se la immaginavano cosi la loro dipartita, ossia violenta, ma il mondo degli esseri cosiddetti umani ha voluto ricordare, loro,  fino in fondo quanto può essere malvagio l’uomo.

Forse è il caso di dire – e mi rivolgo agli uomini “perbene”, sposati con prole, in giacca e cravatta, che hanno un lavoro fisso, che non hanno problemi o anche a giovani con gli ormoni impazziti di riflettere prima di “andare” a prostitute e di vedere dietro un corpo mezzo nudo una donna che soffre, che vorrebbe cambiare vita.

www.cristianoberti.it